La Biblioteca Di StefaniaBuonasera lettori,☺️

oggi finalmente ho concluso con la sessione estiva, posso quindi tornare a dedicarmi del blog e di tutte le letture che ho in sospeso. Per la rubrica “Intervistando..”* oggi c’è Davide Pappalardo, autore di Buonasera (signorina), un giallo che ho letto la settimana scorsa e che ho recensito sul blog. Sono molto contenta di poter intervistare Davide perchè credo sia un valido scrittore che riuscirà a darvi consigli utili. Dopo le 10 domande troverete la trama del suo primo romanzo “Milano Pastis”.

Voglio infine aggiungere che ringrazio tutti gli autori che partecipano ad “Intervistando..” , questa rubrica è nata quasi per gioco e adesso invece è  seguita ed ha molto successo!

✒️*Come funziona “Intervistando..”? Per chi volesse un’intervista deve sapere che partecipare a “Intervistando..” è semplicissimo, potete contattarmi in Direct su Instagram o inviarmi un’ e-mail. Vi invierò 10 domande a cui voi risponderete con calma, non vi sono scadenze particolari, dopo qualche giorno troverete la vostra intervista sul blog!✒️

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Ecco le 10 domande fatte a Davide Pappalardo:✒️

1)Hai sempre desiderato fare lo scrittore?✒️

Sì, il primo racconto l’ho scritto quando avevo 11 anni. Era una storia di mistero ambientata in un paese alle falde dell’Etna. Protagonisti tre giovanissimi investigatori. Facile riconoscere me stesso e un paio di miei compagni delle medie nei tre ragazzini. Custodisco il racconto gelosamente, nemmeno fosse il tesoro del pirata Barbanera.

2)Com’è nato il tuo primo romanzo, a cosa ti sei ispirato?✒️

Il primo romanzo, Milano Pastis, è ispirato a un fatto di cronaca: la rapina di via Monte Napoleone del 1964. E’ nato dalla voglia di cimentarmi nel percorso di scrittura e dall’avere a disposizione parecchio materiale di archivio su un fatto realmente accaduto. Nel corso di un anno circa mi sono documentato su questo episodio che riguarda l’avvento della malavita marsigliese a Milano e non solo.

3)Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato nella pubblicazione del tuo libro?✒️

Per Milano Pastis ho dovuto inviare il “manoscritto” a parecchie case editrici. Ce ne sono molte a pagamento e io diffido da chi chiede soldi per pubblicare e quindi ho scartato le prime proposte e atteso qualche mese prima di arrivare a un accordo con un editore. Col secondo romanzo, Buonasera (signorina), sono stato molto più veloce. Ho fatto centro al primo colpo o quasi,con un un’ottima realtà come la casa editrice Eclissi.

4)Ti sei ispirato a persone reali per le descrizioni fisiche dei personaggi del tuo libro?✒️

No, almeno non a un livello consapevole. Ma magari, senza accorgermene, l’ho fatto.

5)Mentre scrivevi il tuo libro, hai chiesto consigli ai tuoi famigliari o amici?✒️

Certo, sia nel primo che nel secondo caso. Mia moglie mi ha aiutato tantissimo con Milano Pastis nella rilettura. E’ utile raffrontarsi con gli altri, amici, colleghi, altri scrittori. Ognuno dà una luce diversa a quello che scrivi, poi sta a te raccogliere suggerimenti, farli tuoi o meno.

6)Scrivere cos’è per te?✒️

E’ una liberazione di energie. Scrivendo ho inoltre la possibilità di creare mille vite e mille eventi, qualcosa di irripetibile.

7) Stai lavorando ad un altro romanzo?✒️

Al momento no. Sto caricando le batterie e mi sto dedicando alla promozione di Buonasera (signorina). Nel frattempo scrivo racconti.

8) I social network ti sono stati utili per la promozione del tuo libro?✒️

Direi di sì. Penso di saperli utilizzare bene. I social danno la possibilità di raggiungere un gran numero di persone con costanza e accorgimenti semplici e divertenti.

9)Hai dei consigli da dare ad aspiranti scrittori?✒️

Sarà banale dirlo ma consiglio di leggere tantissimo, guardare film e serie tv, di essere determinati, scrivere molto e magari frequentare anche i corsi di scrittura.

10)Qual è il tuo libro preferito?✒️

It di Stephen King. C’è tutto. Formazione, amicizia, orrore, paura. C’è la vita, descritta in maniera semplice ma mai scontata.

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Milano Pastis

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TRAMA✒️

Milano Pastis 15 aprile 1964: la laboriosa quiete di Milano è turbata da scariche di mitra, urla e sgommate di auto in fuga. È la rapina di via Montenapoleone. Questo romanzo, ispirato a fatti realmente accaduti, è il racconto corale di un atto criminale che forse va ben oltre la rapina “internazionale” e l’avvento dei “marsigliesi”. Il ’64 è l’anno delle tentazioni golpiste del Piano Solo. Non solo una storia di mala, trame nere e sparatorie. C’è anche l’amore tra Robert, il bandito, e Sherazade, bellissima ballerina tunisina. Un amore difficile che si sviluppa tra pallottole e bollente passione. C’è il rapporto conflittuale fra i due fratelli Bresciani, Robert, duro e carismatico, fratello minore e capo della banda, e Vito, il maggiore, uno sventurato che non sa stare al mondo. C’è il dualismo tra Jo Le Maire, il sindaco della mala, il grande vecchio della criminalità parigina e Robert, il giovane emergente che si fa largo a gomitate e colpi di mitra. Le città, Parigi, sede organizzativa della rapina, e Milano, luogo del crimine, sono piene di chiaroscuri e lampi taglienti: le inquietanti luci del noir. Vite dure, con ombre, odi, passioni, ansie e speranze, un’umanità con un passato impossibile da far dimenticare e un futuro senza possibilità di redenzione.

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Vi aspetto su Instagram, @la_biblioteca_di_stefania❣️💌

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