Buonasera lettori,

oggi pubblico una recensione particolare; questo articolo riguarda un libro di poesie, un genere che raramente recensisco quì sul blog ma che amo leggere. Ringrazio la casa editrice Kimerik per la copia.

Questa recensione è scritta in collaborazione con Laura, una mia collega di università.

Vi lascio la trama e successivamente la recensione!

Buona Lettura.

Delete Ubris

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TRAMA

Un appello risoluto, fermo, severo e profondo quello che Silvana Giliberto rivolge ai suoi lettori in questa antologia poetica, Cancellate la Tracotanza. C’è un importante sostrato di cultura classica dietro ogni lirica, una conoscenza che ha impregnato a tal punto l’animo della poetessa da divenire quasi uno stile di vita, un’esigenza a cui rispondere per potersi sentire in pace con se stessi. Il lessico accuratamente scelto, le chiara volontà dell’Autrice di spiegare ai suoi lettori i passi che potrebbero apparire oscuri, mostrano l’esigenza di trasmettere il proprio messaggio, di tramandare il forte legame che l’Autrice avverte con gli avi, con quella classicità, culla della nostra cultura, con quelle terre che videro valorosi guerrieri combattere e coraggiose amazzoni celebrare i propri riti di iniziazione. Quest’opera risveglia l’impeto antico, in un canto che accompagna la battaglia quotidiana dell’essere umano.

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RECENSIONE

Leggendo questo libro di poesie ho percepito che lo stile è scandito da una ricerca continua della raffinatezza e dell’ eleganza.

Italo Calvino diceva:”Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire“, ed è probabilmente anche il pensiero sposato dall’autrice, considerando la massiccia presenza di riferimenti alla cultura greca e latina. Un libro da leggere se si amano i classici e i continui parallellismi tra antichità e modernità, come ad esempio la poesia”Kosovo e Κρόνος dove la figura della guerra, avvenuta intorno alla fine degli anni novanta, va letta in stretta correlazione alla figura di Kronos, Dio del tempo.

La lettura è veloce dovuta alla scarsa presenza di punteggiatura. Quello che l’autrice lascia trasudare da queste righe è la definitiva e totale intolleranza verso la guerra, ad esempio la poesia “i bambini di Aleppo” è un urlo disperato verso un mondo fin troppo occidentalizzato e privo della cultura della “compassione”,e dimentichevole di fronte alle orrende sciagure esistenti a qualche migliaio di chilometri dalle nostre case.

Se dovessi elencare i punti di forza di questo testo poetico, ovviamente non posso tralasciare la presenza del dolore… già il dolore! Un testo poetico di alta qualità si distingue dalle note aspre e dalla forza distruttrice della sofferenza; infatti la poetessa si definisce “una pietra e non più un rara rosa nel deserto”.

Come diceva il buon vecchio Aristotele “l’uomo è un animale sociale” (d’altronde ipse dixit!), è come tale l’uomo non è esente a sentimenti di qualunque genere. Riprendendo quest’ultima affermazione, la verseggiatrice lascia spazio a diversi tipi di amore: quello verso la letteratura, quello verso il compagno della sua vita e verso la sua terra.

Questo, secondo me, risulta essere un libro astruso. Lo consiglierei a chi già parte con uno studio base di mitologia e letteratura classica, altrimenti se siete dei fan sfegatati di poesie, per questo libro, vi consiglio un accesso ad internet ed enciclopedie come wikipedia a portata di mano.

Rivolto principalmente ad un lettore adulto, può però  essere un buon inizio per tutti coloro che vogliono approcciarsi  alla poesia anche perché nell’insieme il libro riesce a creare un mix di sensazioni che ci riportano alle composizioni del passato, allo stesso tempo però emergono temi attuali che interessano e toccano.

Ad maiora!

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Grazie per aver letto questo post!

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@la_biblioteca_di_stefania e Laura

2 pensieri su “Recensione: “Delete Ubris ” di Silvana Giliberto

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