Nuova super recensione scritta da @_just.bookss_ .

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LA GABBIA DORATA DI CAMILLA LÄCKBERG

TRAMA

Apparentemente, Faye ha tutto ciò che una donna possa sognare: un marito facoltoso, una figlia meravigliosa, un appartamento di lusso nel pieno centro di Stoccolma. Eppure, sotto la sua superficie luccicante di quest’esistenza si nascondono non poche imperfezioni. Innanzitutto Faye ha poca autostima. In secondo luogo, terribili ricordi la legano a Fjällbacka – la cittadina della sua infanzia. Ma, soprattutto, la convivenza con quel marito apparentemente perfetto, è in realtà per lei un continuo susseguirsi di umiliazioni. Anche quando Faye fa di tutto per compiacerlo, irrimediabilmente lui la sminuisce. Fino al giorno in cui lei lo scopre a letto con una collega in casa loro. Il mondo le crolla addosso definitivamente: cosa le resta da fare ora che l’uomo al quale ha dato tutto l’ha tradita senza alcun ritegno? Jack intanto le chiede imperturbabile il divorzio, lasciandola, giusto per infierire, senza il becco di un quattrino. Ma stavolta Faye non è disposta a restare a guardare: è giunto per lei il momento di pianificare la sua vendetta.
Con “La gabbia dorata” Camilla Läckberg ancora una volta non si smentisce, scrivendo un nuovo thriller raggelante, con una protagonista arrabbiata e determinata a farsi giustizia.

RECENSIONE

Devo ammettere che prima di cominciare questo libro avevo delle altissime aspettative, sia perché (chi mi segue su instagram sa) il thriller psicologico è uno dei miei stili letterari preferiti, e anche perché dalla trama sembrava essere un libro che raccontava come una donna finalmente si liberava di un uomo che ormai la opprimeva con la sua mania di controllo. Quindi la Anny Girl Power è uscita dal suo guscio convinta più che mai di andare incontro ad un capolavoro. Senza titolo

All’inizio però il mio giudizio si faceva tentennante: la protagonista era sottomessa a tal punto dal marito fin quasi farmi venire i nervi. Dopo alcune pagine però mi sono resa conto che Faye si attaccava a Jack solo per non dover mostrare le sue fragilità ed il suo passato difficile al mondo, che è quello che quasi ogni donna si ritrova ad affrontare prima o poi.

Dalle prime pagine, fino a metà libro possiamo vedere una grandissima crescita psicologica di Faye, che si apre (ma mai del tutto) una volta aver capito che quella che stava vivendo non era una vita adatta a lei. Possiamo quasi sentire attraverso le pagine il bisogno che lei ha di vivere, di vivere davvero.

Nella seconda metà del libro poi, vediamo una Faye vendicativa, che fa di tutto per vendicarsi di suo marito Jack, un uomo che fino alla fine si è dimostrato più che abominevole.

Possiamo vedere a piccoli passi infatti come la nostra protagonista riesca a distruggere l’uomo che da amare si è ritrovata ad odiare, e solo una cosa ho da dirvi: questa donna è un genio.

La cosa che più ho apprezzato è che la protagonista non usa ne modi legali, ne modi giusti secondo i principi morali che noi tutti abbiamo. Questo è proprio il bello del libro perché ormai nella lettura sono stanca di trovare un eroe che sta sempre nel giusto, che fa sempre scelte giuste, in nome della legge e del rispetto reciproco. Faye ci ha dimostrato che quando tieni davvero ad una persona, bisogna fare qualsiasi cosa per salvarla, nonostante questo significhi perdere dei valori morali o essere praticamente delle persone malvagie.

Grazie a questo libro Faye insegna che a volte il dolore è utile: grazie al dolore Faye fa uscire parti di se stessa che non aveva mai avuto il coraggio di mostrare a nessuno, e restando comunque un po’ nel mistero fino alla fine, ci rendiamo conto che seppur difficile e sofferta, la sua scelta è stata inevitabile.

ESTRATTO

“Sei mesi dopo ci fu il lancio dell’azienda, che riscosse un successo immediato. Le aziende facevano la fila per affidare alla Compare le vendite telefoniche e fummo sommersi dai soldi. Dopo poco più di un anno eravamo milionari. Ne a me ne a Jack sembrava avesse senso che riprendessi gli studi. Avevamo raggiunto l’obbiettivo. Insieme.       Perché avrei dovuto sudare sui libri per superare gli esami universitari quando andava tutto a gonfie vele? Si studiava per riuscire nella vita, e noi l’avevamo già fatto. Il futuro era così luminoso che mi servivano gli occhiali scuri.”

VOTO: 4.5 Stelline su 5

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Articolo scritto da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

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