Buon pomeriggio lettori,

Come ben sapete nel mio blog trovate soltanto pareri sinceri ed è per questo che vi aspetta una bella recensione scritta da: @ilprofumodellepagine.

 

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Buona lettura!

LA MAGA TESSITRICE

TRAMA

Aspasia ha diciotto anni e conduce un’esistenza tranquilla e solitaria, circondata dai libri e dai silenzi di suo padre. Dopo aver subìto un’aggressione, ha costruito un muro per proteggersi dagli altri, ripiegandosi su sé stessa e sul proprio amore per le parole. Per questo, pur essendo dotata di una vivida immaginazione, la ragazza intuisce il mistero all’origine dell’universo solo quando l’enigma si svela davanti ai suoi occhi: esiste un mondo parallelo, e un giovane dai capelli bianchi, di nome Septimus, è arrivato proprio da lì per reclamarla. Intrecciato con la nostra dimensione, c’è l’Altrove, una realtà governata da miti e magia. Lì, nonostante la reggenza del giovane erede imperiale Hadrianus, un dittatore sanguinario regna incontrastato, mentre infuria una guerra millenaria e un gruppo di donne cerca di mantenere l’ordine. Le chiamano Tessitrici, perché capaci di manipolare i fili di cui è intessuto il cosmo. Aracne, la più temuta fra loro, è morta, nel tentativo di restituire la libertà ai sudditi dell’Impero. E adesso Aspasia deve attraversare il velo fra le dimensioni e destreggiarsi nei difficili equilibri di corte per prendere il posto della famosa Maga Tessitrice perché le somiglia terribilmente e quello sembra essere il suo destino…

Il primo, indimenticabile capitolo de La figlia del Cielo, una saga fantasy intrisa di mito, magia e sentimenti.

 

RECENSIONE

Buon pomeriggio, oggi vi parlo del romanzo “La figlia del cielo – La maga tessitrice” di Helena Paoli, di cui la casa editrice Fanucci mi ha gentilmente omaggiata.

Buona lettura!

Sarò schietta (e forse un po’ brutale): questo libro non mi è piaciuto.

Bisogna indubbiamente riconoscere che l’idea alla base del romanzo sia davvero intrigante ed i riferimenti storici e mitologici alla cultura dell’antica Roma denotano la vasta cultura della giovanissima autrice; la sua scrittura è, inoltre, molto raffinata ed elegante e le tematiche trattate, profonde. Una storia, quindi, che si presenta in maniera molto originale, ma, come si suol dire “non è tutto oro ciò che luccica”.51kwGKco-JL

Ma prima di spiegare i motivi che mi hanno portata a scrivere questa recensione negativa, voglio nuovamente porre l’accento sulla bravura della scrittrice: a prescindere dall’opera in questione, Helena Paoli possiede una fantasia illimitata e la sua conoscenza – tanto della lingua italiana quanto della storia e mitologia – è un fattore che salta subito all’occhio. Se si pensa, poi, che tutta questa preparazione sia racchiusa all’interno di una ragazza di soli 21 anni, la situazione è ancora più sorprendente.

Nonostante quanto sopraelencato, ammetto quindi di essere rimasta con l’amaro in bocca: non sono riuscita ad affezionarmi né ad entrare in sintonia con nessuno dei personaggi, se non forse con Hadrianus (di cui parlerò in seguito) ed Aracne, la più temuta fra le Tessitrici, di cui ho amato capitoli a lei dedicati. Troppo pochi, a mio parere, per farcela conoscere ed apprezzare davvero. La sua vicenda – strappata brutalmente dalla sua “famiglia”, relegata in un’isola dove costretta ad imparare l’arte e la magia delle Tessitrici, infine ribellatasi nel tentativo di salvare i sudditi dell’Impero – mi ha ricordato quella di Morgaine, la grande sacerdotessa di Avalon, figura mitologica appartenente al ciclo bretone, alla quale sono particolarmente legata; ed è forse questo il motivo per il quale sono entrata in empatia con Aracne.

D’altro canto, non mi sono affatto piaciuti né Aspasia, troppo passiva, si scuote dall’inerzia solo alla fine, tra l’altro stringendo un’alleanza del tutto improbabile con un personaggio che dovrebbe rievocare in lei solo odio e repulsione, né Aetius, fastidioso con i suoi atteggiamenti e le sue battutine.

Septimus mi è rimasto totalmente indifferente, mentre Hadrianus credo sia il personaggio che Helena abbia delineato in maniera migliore: nel corso della narrazione ne apprendiamo la storia, una vita tutt’altro che semplice, legittima giustificazione delle sue azioni; l’erede tenta in tutti i modi di celare i suoi tormenti, che invece si riescono a leggere nelle sue occhiaie violacee, tatuaggi permanenti simbolo del suo profondo dolore.

Giunta più o meno a pagina 100, ero disperata: non stavo capendo assolutamente nulla della vicenda narrata, le poche nozioni sparse qua e là non mi hanno per nulla aiutata a ricostruirla, né sono rimaste impresse nella mia memoria, tanto che, se ora – a libro terminato –, dovessi scrivere un riassunto dettagliato del romanzo, non sarei proprio in grado di farlo. Ho avuto più volte l’impulso di interrompere la lettura, ma la speranza che, prima o poi, ci sarebbe finalmente stato un capitolo esplicativo mi ha spinta ogni volta ad arrivare a fine pagina. Aspettativa vana però, e purtroppo, a metà volume, mi sono arresa alla nube di caos che avvolgeva il romanzo, sforzandomi di carpire il più possibile da quelle righe a me così ostili.

 

Un libro, quindi, che purtroppo non ho compreso davvero, al quale assegno:

Voto:  🌟🌟 – /5

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Articolo scritto da Federica Franca per @la_biblioteca_di_Stefania

 

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