Buongiorno e buona domenica!

Da me oggi è festa, è La Madonna della Lettera; tra qualche giorno vi pubblicherò qualcosa a riguardo anche qui sul blog.

Il post di oggi è dedicato a un libro che bramo da tantissimo.

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FRANCESCA

TRAMA

Francesca da Polenta è una donna fuori dal comune. Lettrice appassionata, dotata di forte intuito anche per argomenti solitamente maschili, fin da giovanissima viene citata dai menestrelli di corte come una delle fanciulle più belle della penisola. Per suo padre Guido, è l’unica donna che valga quanto un uomo, l’unica in grado di tener testa ai suoi discorsi, l’unica il cui destino gli stia a cuore. Ma un uomo di potere sa che il bene del casato vale più dei propri sentimenti. Per questo, quando Giovanni Malatesta gli chiede la sua mano, Guido non riesce a negargliela. È così che, a sedici anni, Francesca da Polenta cede il posto a Francesca da Rimini. Mai avrebbe pensato a un matrimonio senza amore, con un uomo brutto e privo di cultura, ma, contrariamente alle aspettative del padre, accetta la decisione senza ribellarsi. Una vita lontana dal mondo cavalleresco che ama, questo è ciò che si aspetta da quell’unione. Fino al giorno in cui conosce Paolo, il fratello di suo marito. Paolo non solo è affascinante, ma è curioso, colto, pieno di premure e di considerazione per le sue idee. È l’uomo che avrebbe voluto accanto. È l’uomo che amerà, per tutta la vita. E a causa del quale perderà quella stessa vita. La storia di Paolo e Francesca, relegati nell’Inferno dantesco tra i lussuriosi, ha riempito la bocca degli innamorati nel corso dei secoli. Ma delle due persone nascoste dietro alla fama immortale, si è sempre saputo poco. Manuela Raffa ricostruisce la vita di una donna, le sue passioni, le sue ambizioni, le sue inclinazioni, fino all’ultimo tragico evento; e la trasforma da simbolo dell’amore eterno e peccaminoso a donna in carne e ossa.

 

RECENSIONE

Ho davvero poco da dire riguardo questo libro, se non che l’ho profondamente amato.

Ammetto che la prima trentina di pagine non mi aveva totalmente convinta: per carità, bella, ma forse un po’ lentuccia; dopodiché, il romanzo si è… aperto. Un vortice di sentimenti – tra i più disparati! – mi ha risucchiata, le pagine mi hanno avviluppata in un abbraccio così caldo che abbandonare ogni volta quelle righe era davvero doloroso. Conoscete, no?, quel prorompente desiderio di voler rimanere incollati ad un libro giorno e notte, con la voglia e, allo stesso tempo, la paura di finirlo? Ecco, nel mio caso, sono stati veramente pochi i romanzi in grado di regalarmi una simile sensazione; Francesca rientra tra questi. Più di 200 pagine divorate in un giorno e mezzo, un’irrefrenabile brama di concludere la lettura e il conseguente senso di vuoto dopo aver riposto il volume nella mia libreria.51vniDAFs1L._SX325_BO1,204,203,200_

Credo che tutti conoscano – chi più chi meno – le figure di Paolo e Francesca, i due amanti a cui persino Dante Alighieri ha dedicato buona parte di un Canto della magistrale Divina Commedia (più precisamente, il Canto V dell’Inferno); e come si desume dal titolo, in questo romanzo, Manuela Raffa ci presenta in maniera più approfondita i personaggi principali. O meglio, più che i personaggi principali, l’autrice ci mostra il loro animo.

Saranno tre le figure più importanti del romanzo: Francesca da Polenta, il suo sposo Giovanni Malatesta e il vero amore della donna nonché fratello di suo marito, Paolo Malatesta.

Il volume si sviluppa in un arco temporale molto ampio, perfetto per descrivere i mutamenti psicologici dei tre protagonisti, in particolar modo quelli di Francesca.

Francesca, una ragazza meravigliosa tanto di aspetto fisico quanto di spirito, con la sua “mente da uomo in un corpo di donna”, viene data in sposa al valoroso cavaliere Giovanni Malatesta, innamoratissimo e gelosissimo della sua donna. Nei brevi capitoli a lui dedicati, all’inizio di ogni sezione del libro, Giovanni parlerà in prima persona (l’unico a farlo), alternando momenti di lucidità a momenti di furia, pazzia e pentimento. Sebbene sia stato proprio lui l’artefice della morte dei due amanti, Manuela Raffa è stata capace di farci affezionare a quest’ambigua figura, tanto da lasciare, nel cuore dei lettori, un angolino di perdono nei suoi confronti: nonostante la sua gelosia e la voglia di possedere la consorte (fisicamente e moralmente), Giovanni ci viene presentato come un personaggio capace di amare, di essere gentile, di comprendere i desideri (almeno apparenti) della povera Francesca – sempre considerando l’aspetto più importante, ovvero il contesto storico, dove le donne altro non dovevano essere che perfette padrone di casa, senza altri scopi né interessi.

Paolo è, tra i tre, il personaggio che viene sondato di meno, ma questo non impedisce ai lettori di legarsi a lui e ai forti sentimenti provati nei confronti di Francesca. Paolo si rende conto di peccare, di mancare di rispetto non sono a sua moglie Orabile Beatrice, ma anche a suo fratello e migliore amico Giovanni, ma al cuor non si comanda e, sebbene gli innumerevoli tentativi di dimenticare Francesca, lei sarà il suo unico amore.

 

Francesca, la vera protagonista, della quale osserviamo a malincuore il cambiamento: da ragazza sveglia, ridente e gioiosa, a donna straziata, distrutta dalle prove a cui la vita l’ha sottoposta e lacerata da un amore tanto potente quanto proibito. Il suo lato introspettivo è tratteggiato in modo magistrale, il lettore entra in totale empatia con la fanciulla e ne sente il dolore sulla pelle, come se fosse il proprio.

Sono sentimenti, quelli di Francesca, che mi sono rimasti nel cuore, come se fossi stata io stessa e provare quell’enorme sofferenza.

Il finale è ovviamente drammatico, brevissimo, ma intenso. Due frasi mi hanno fatto scendere lacrime, frasi semplici, paratattiche, ma di una potenza inaudita.

Manuela Raffa, complimenti davvero per questo gioiello, al quale assegno, a causa dell’inizio un po’ più letto.

VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟/5

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Articolo scritto da Federica Franca per @la_biblioteca_di_Stefania

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