Buona domenica cari Lettori,

nuova recensione per voi scritta dalla nostra amata collaboratrice Federica, oggi vi aspetta la recensione di “DOVE ASPETTA LA TEMPESTA” di  Carla Marcone.

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DOVE ASPETTA LA TEMPESTA

TRAMA

Tempesta-364x489Plymouth, alle soglie del Settecento.
Dalle alte scogliere, Hey e Hasim contemplano la baia.
Sognano una vita per mare, al quale sentono di appartenere, ma vivono di espedienti, e gli espedienti, si sa, portano ai pericoli.
Quando nel porto ormeggia la maestosa Adventure Galley, il loro sogno sembra essere più concreto.
Il destino, però, è beffardo e imprevedibile e su quella nave, comandata dallo scozzese William Kidd, uno dei corsari più temuti, salirà solo Hey.
Tra bucanieri in cerca di tesori misteriosi, corsari avidi di bottini e filibustieri bellici, Hey vive numerose avventure.
Ma non c’è mare abbastanza vasto per nascondere qualcosa di irrisolto: il ritorno a casa gli mostrerà un mondo diverso, e ancora una volta il suo destino e quello di Hasim incroceranno la rotta di altri pirati e di altri vascelli, come quello di Calico Jack, e questa volta tutto cambierà per sempre fino a sciogliere un nodo troppo a lungo trattenuto.
Con una prosa magnetica, Carla Marcone torna al romanzo di ambientazione storica.
Preparatevi a levare l’ancora e a salpare.

 

RECENSIONE

Spero davvero di riuscire a trovare le giuste parole per scrivere una recensione che renda giustizia al tuo romanzo. So già che farò un’immensa fatica”, ho scritto in privato all’autrice, una volta concluso il volume. “Scrivi con il cuore, affidandoti alle emozioni. Sono certa che ce la farai”, mi ha tranquillizzato lei, immediatamente.

E allora, io seguo il suo consiglio: chiudo gli occhi e ripenso alle pagine appena lette. Un vento mi solleva e mi trasporta; mi trasporta alle alte scogliere, giù per il declivio, mi avvicina al mare, mi fa volare sempre più lontano dalla costa, sempre più vicino al punto in cui quell’acqua salata si lascia alle spalle il colorito azzurro, acquisendo una tonalità di blu sempre più intensa. Il vento mi fa sentire leggera, e io continuo a navigare con la mente tra le righe divorate, e mi sento ancora più leggera, sempre più distante dal mare, sempre più vicina all’oceano. Il colore brillante delle sabbie dorate mi acceca, il sole caldo mi investe con il suo dolce tepore, l’odore del mare mi inebria.

 

Ma poi… Ma poi giunge secco l’afrore di sangue, di alcool, di corpi sporchi e sudati; giunge l’odore dell’odio, della paura, della violenza; e io volo in basso, sempre più giù, sempre più lontano da quel mondo paradisiaco fatto di colori, di felicità, di libertà. Scendo in picchiata, e mi schianto contro la realtà, una realtà macabra e brutale. Una realtà cruda, sulla costa di una Plymouth del Settecento, dominata dall’ingiustizia, dalla povertà, dalla precarietà, dall’ignoranza.

Ma una speranza, forse, c’è. Per quel ragazzo senza nome e dai troppi nomi, privato di ogni cosa, anche dell’amore di una madre che lo disprezza, che lo considera una disgrazia, la sua disgrazia. Un “impuro sudiciume del demonio”, “un imbroglio, una bugia” che non merita nemmeno di avere un’identità. Un nodo. Hey, lo chiama lei. Hey, lo chiamano tutti. Hey, si chiama lui.

Hey e Hasim, “l’uno la zecca dell’altro”, si fanno forza a vicenda: Hey, anonimo individuo, Hasim, negro schiavo. Tentano di sopravvivere, in un mondo senza diritti, dove solo il più forte è vittorioso.

E poi l’Adventure Gallery ormeggia nel porto, il temuto corsaro William Kidd appare nella scena, e un’ancora di salvezza sembra finalmente arrivare per quei due ragazzi dimenticati dal Signore.

Solo uno di loro, però, si imbarcherà su quella nave, prenderà la via della salvezza. La vera salvezza?

Una vita di viaggi e di avventure.

Di combattimenti e di tesori.

Ma “tutti i nodi vengono al pettine”, sostiene Mary, madre di Hey. E alla fine, anche Hey dovrà affrontare le sofferenze, i silenzi, i segreti che l’oceano e l’alcool avevano cercato di affogare.

 

Non è un romanzo semplice, questo. È doloroso. È forte. Spiazzante.

La scrittura di Carla Marcone incanta. Lo stile è magnetico, la prosa poetica.

Un linguaggio d’altri tempi che rende anche la parola più insignificante pesante come un macigno, che colpisce internamente il lettore, che lo pone irrimediabilmente faccia a faccia con un mondo cupo. Realtà cruda.

 

Un romanzo eccezionale, che merita di trovar posto nella libreria di ogni lettore. Un romanzo che insegna, che offre punti di riflessioni, che fa aprire gli occhi.

 

5 stelle assegno a questo libro. Lo so, 5 non vanno bene. Non sono abbastanza. Meriterebbe tante stelle quante illuminano una galassia. Ma 5 stelle ho a disposizione, e 5 stelle devo dare.

C’è tanto in questo romanzo, molto di più di quello che sono riuscita a mostrarvi con questa recensione. Fidatevi. Nessuna combinazione di parole, o perlomeno nessuna di quelle partorite dalla mia mente, sono in grado di descrivere ciò che contiene questo volume. Ciò che ha. Ciò che è.

E voi, fatevi un regalo. Date una possibilità a Hey e Hasim. Perché questo libro è un dono; un gioiello; un tesoro. Un tesoro prezioso.

 

VOTO 5 STELLE SU 5

Ringrazio la casa editrice per avermi fornito la copia.

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Articolo scritto da Federica Franca per @la_biblioteca_di_Stefania

 

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