Nuovissima recensione per voi scritta dalla nostra collaboratrice @chiardilunaismyhome che vi invito a seguire su Instagram, ha da poco fatto un Tour della libreria. So quanto vi piacciono i tour, quindi non potete non andare a curiosare.

Comunque, oggi MY DEAD ORPHEUS: IL RISVEGLIO di Lavinia Vi.

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MY DEAD ORPHEUS: IL RISVEGLIO

51sM-2awHPLIl liceo non è un luogo accogliente se hai l’apparecchio ai denti e degli inquietanti occhi viola. Lo sa bene Eurydice Arden, sedici anni, che non fa che subire angherie e ingiustizie da parte dei suoi compagni di scuola. Se fosse un’adolescente normale, probabilmente, sfogherebbe le sue frustrazioni con una vaschetta di gelato e un film strappalacrime, ma la strana affinità che Eurydice ha con i morti la rende tutt’altro che normale. Un giorno, dopo l’ennesima umiliazione, la ragazza resuscita per errore un attraente giovane dal nome antiquato, Orpheus, morto quasi cinquant’anni prima. Ma, una volta che il danno è stato fatto, perché non provare a trarre vantaggio dalla situazione? E, ancora, se un gruppo di bulli non fosse la minaccia più grande che Eurydice e Orpheus, insieme ai loro insospettabili alleati, si trovassero ad affrontare?

RECENSIONE

Nonostante dalla trama possa sembrare il solito libro adolescenziale che solo le ragazzine quindicenni possono apprezzare, è chiaro fin dalle prime pagine il vero potenziale di questo piccolo capolavoro. Per la prima metà del libro, la storia mi è sembrata molto originale: non avevo mai letto libri che avevano come protagonista una negromante, quindi ne sono rimasta molto affascinata, nonostante questo potere non sia molto rappresentato né approfondito chissà quanto nel libro, che secondo me è uno dei punti principali che hanno fatto perdere molto sul voto. Della negromanzia di Eurydice vediamo infatti solo qualche accenno nella prima parte, poi la protagonista sembra quasi smettere di interessarsi al suo potere; ma non io, che continuavo a morire di curiosità per sapere tutti i dettagli! Tutto bellissimo e perfetto fino a quando non è arrivato qualcosa che mi ha spezzato il cuore: IL TRIANGOLO AMOROSO, qualcosa che non sopporto quasi quanto l’instalove (quasi). Nonostante sia stata una parentesi di poco conto, è bastata per farmi perdere un po’ della stima che provavo fin dall’inizio per la protagonista, ma anche della fantasia che l’autrice aveva dimostrato di avere fino a quel momento.

Un punto che non mi aspettavo di poter amare sono state le descrizioni molto dettagliate: di solito non amo uno scrittore che si dilunga troppo in cose poco importanti, ma in questo caso le lunghissime descrizioni mi sono sembrate oro colato, soprattutto nei momenti in cui Lavinia descriveva i sentimenti di Eurydice, che sembravano quasi quasi diventare anche i miei.

La storia d’amore PRINCIPALE comunque (togliendo il triangolo momentaneo) mi ha fatto stranamente battere il cuore, nonostante io abbia da molto sorpassato l’era in cui leggere di due adolescenti innamorati mi faccia in qualche modo emozionare…Ma Eurydice e Orpheus mi hanno lasciato qualcosa dentro che non potrò mai dimenticare.

L’unico modo per poter capire l’insieme stupefacente di emozioni che questo libro mi ha donato è leggerlo a cuore aperto E POI SCLERARE CON ME SE VOLETE, perché non ho ancora trovato qualcuno che l’abbia letto con cui parlare di questa piccola meraviglia!

VOTO 4,25 STELLE SU 5

Estratto:

“Di solito i cimiteri così piccoli non vengono sorvegliati, ma non sono mai stata qui se non di passaggio con il pullman della scuola, quando hanno chiuso la strada sul ponte per la manutenzione.
Quello che mi trovo davanti, però, non è un custode. Innanzitutto, sembra disorientato quanto me… se non di più. Indossa un gilet di lana a rombi color ruggine e al di sotto intravedo il colletto di una camicia bianca. I pantaloni kaki sono tenuti su da una cinta consunta e ai piedi porta un paio di mocassini marroni con la fibbia dorata.
Quando sollevo lo sguardo sui suoi occhi color miele – non verdi o castani come credevo – il respiro mi si blocca in gola. Non sorride gioviale come nella fotografia, ma il suo viso è inconfondibile. La curva piena delle labbra è contratta in un’espressione di smarrimento e contrarietà, e i capelli sono ordinatamente pettinati con la riga di lato e una generosa dose di gel. Le lentiggini sono rimaste le stesse.
Orpheus Erving in persona è in piedi di fronte a me, vivo e vegeto. Oh, cavolo. Non di nuovo!”

 

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Articolo scritto da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

 

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