Buongiorno Lettori, nuova recensione per voi. Oggi parliamo di “Genepy” di Camilla Cortese edito Bookabook (che ringrazio per la copia). Molti di voi staranno già pensando al liquore piemontese e non sbagliate, ma vi assicuro che parliamo di un libro. Mi piacciono i liquori, i vini e tutte le bevande in generale, ma non saprei proprio come recensirvi nulla di ciò. Sproloquio alcolico a parte, come al solito vi lascio la trama e successivamente la recensione del libro. L’opera la trovate tranquillamente su Amazon, vi lascio il banner e cliccando nei bottoncini sotto la foto potete anche leggere un’anteprima gratuita del libro.

Buona lettura!

GENEPY

TRAMA

Luna è una donna che manca di spirito. Vaga per Milano come un’ombra, senza lasciare impronte e nascondendosi dietro identità altrui: quella di un avatar al call center di aiuto psicologico dove lavora e quella del volitivo e ingombrante scultore Milo Bianchi, di cui è musa e ancella insieme. Lo spirito che manca a Luna trabocca in Libero, nella sua voglia di vivere e amare e nelle bottiglie di Genepy che affina con dedizione fra le montagne dove ha deciso di cambiare vita. Le loro conversazioni al call center accendono in Luna il desiderio di scappare da lui per realizzare finalmente quelli che crede essere i propri sogni. Per farlo, però, dovrà rivelare a sé e agli altri la propria vera natura.

RECENSIONE

Genepy, un piccolo libro che ho letto all’inizio di questa strana estate, ma di cui vi parlo solo adesso perché ho avuto qualche dubbio a riguardo. Camilla Cortese ci presenta la storia di Luna, una donna che non sono riuscita ad apprezzare molto, nonostante io fossi interessata alla sua storia e al suo malessere non mi sono sentita pienamente coinvolta nelle sue scelte e nel suo modo di agire. Luna ci viene presentata come una donna “che manca di spirito”, “un ombra”, in effetti è un personaggio che non si sente, non lascia un impronta. “Manca di spirito” è vero, però avrei voluto che il suo racconto, la sua storia mi entrassero dentro. Una protagonista che, a mio parere, esprime il peggio di se stessa e portando il lettore a non sopportarla. Io ho trovato le sue gesta parecchio fastidiose.

Fastidioso è stato anche Milo, soprattutto all’inizio. Fortunatamente andando avanti migliora ed è proprio lui a dare una scossa alla nostra protagonista, così presa da se stessa che non riesce più ad orientarsi.

Libero è la parte “buona” della lettura, sono riuscita ad apprezzarlo fin da subito e credo sia il pezzo forte della storia, mi è piaciuto il suo essere lineare, reale. Un personaggio che resiste e persiste, la sua vita non è semplice ma lui va avanti.

Mi viene difficile dire di aver apprezzato questo libro, non è una lettura “a cuor leggero”. Nonostante i primi capitoli siano davvero scorrevoli, da metà del libro ho fatto fatica a rimanere concentrata nella storia, molto probabilmente perché in me si è instaurato un conflitto nei confronti di Luna. Ho trovato alcune parti molto lontane dal mio modo di pensare, le ho guardate da un punto di vista differente e sono andata avanti con la lettura, ma questo non ha scaturito qualcosa di piacevole o positivo.

Genepy è comunque ben scritto, non annoia e si riesce a leggere in pochi giorni.

Quest’opera non è per tutti, probabilmente non è per me.

Nel complesso, il mio voto è :

Classificazione: 3 su 5.

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