Buonasera Lettori,

per allietare il nostro sabato in semi lockdown vi porto con me nel terzo volume della serie della ormai famosissima Kerri Maniscalco. “In fuga da Houdini” è infatti il terzo capitolo della serie incentrata su Audrey Rose, la ragazza che aspira a diventare medico legale più famosa del 2020 (in Italia). Ne avete già sentito parlare, sia bene sia male, non potevo non recensire anche io questo libro. La mia recensione va a chiudere un tour interamente dedicato a “In fuga da Houdini“, come sempre vi invito a leggere anche le recensioni delle mie care colleghe bookblogger. Vi lascio il banner del tour:

Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi omaggiato la copia del libro, successivamente troverete il banner Amazon (per acquistarlo, leggere altre recensioni o avere più info riguardo le pagine e il prezzo).

ATTENZIONE: se non hai ancora letto i volumi precedenti ti sconsiglio di leggere la trama e la recensione.

IN FUGA DA HOUDINI

TRAMA

Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

RECENSIONE

Audrey Rose torna nelle nostre vite con una nuova avventura entusiasmante, forse più delle prime due. “In Fuga da Houdini” è una lettura abbastanza corposa, io pensavo di leggerlo in due settimane e invece me lo sono portata dietro per quasi un mese intero. Il ritmo della narrazione sembra cambiare in questo nuovo volume, la storia è maggiormente dilatata in una serie di eventi che non si limitano solo a scenari in cui vengono fatte delle autopsie (cosa che invece accade spessissimo nei volumi precedenti). In questo terzo volume ci sono sempre gli omicidi, le autopsie e gli amoreggiamenti tra Thomas e Audrey, ma il tutto è scandito da altri scenari che a mio parere arricchiscono la storia. Ci eravamo un po’ stufati delle stesse scene ripetute e finalmente sembra che la Maniscalco cambia leggermente rotta.

Quanto è bello il circo? E quanto sono belle le navi da crociera? Ma soprattutto, quanto sono belli gli spettacoli sulla nave?

IO HO AMATO questo aspetto, il fatto di essere tutto ambientato su una nave ha mandato le mie aspettative alle stelle. Ambientazione diversa e davvero bella da esplorare. Aggiungiamo poi un circo, ogni sera uno spettacolo e un alone di magia. Un vero mix esplosivo di elementi che mi è piaciuto tanto.

Per la prima volta, dopo due libri, Kerri Maniscalco sembra soffermarsi e migliorare nelle descrizioni degli ambienti e dei dettagli; questo aspetto mi ha coinvolto ancora di più nella storia. Nonostante l’impegno però posso affermare che l’autrice non eccelle in descrizioni, anzi forse è l’aspetto peggiore della sua scrittura, non capisco perché ripropone le stesse frasi più volte. Non è finita qui, mi sono accorta che alcuni oggetti o ambienti tra loro risultano davvero molto simili. Anche i personaggi, soprattutto quelli del Circo al Chiaro di Luna sono molto simili tra di loro, fatta eccezione per tratti particolari e per la personalità, fisicamente sono pressapoco uguali.

Non sto qui a raccontare la trama, ma come ben sapete gli omicidi sono il fulcro della serie. In questo volume ci troviamo davanti a scene del crimine davvero ben fatte e cruente, omicidi che mi hanno mandato totalmente in confusione perché sembrano troppo strani e efferati. Quest’aspetto rende la lettura davvero interessante perché il lettore cerca di capire chi possa essere l’assassino.

Per quanto riguarda i personaggi, mi dispiace ma io Audrey Rose non riesco a sopportarla. Lei è il personaggio più arrogante, saccente e capriccioso che io conosca. Nemmeno in questo libro è riuscita ad essere meno insopportabile, sarà che ormai mi sono messa in testa che è un personaggio che non riesce a maturare, nonostante si voglia porre come donna vissuta spesso si dimostra una ragazzina. Anche qui la parte femminista mi risulta un po’ forzata e fuori luogo soprattutto se a farsi paladina del femminismo è proprio Audrey Rose; come ho detto per il primo libro, femminismo non è “Ho ragione io e basta”, “Posso fare come mi pare in qualsiasi caso perché sono donna”; non ci siamo.

In questo libro ho notato un notevole calo nella caratterizzazione di Thomas, fortunatamente solo nella prima parte del libro, poi sembra riprendersi ma comunque dopo due libri in cui è stato sempre perfetto, posso sopportare questo suo calo.

Mefistofele invece è stato una grande scoperta, un ragazzo intrigante, misterioso e magico. Un ragazzaccio che non si può non notare, lui ruba la scena a tutti. Riesce a mettere in un angolino anche la protagonista, quando nel libro si parla di lui il mio interesse è davvero alle stelle. L’ho apprezzato davvero tanto.

Non vorrei parlare del finale, voglio mantenere le mie ultime considerazioni per me, magari vi accenno giusto qualche punto all’inizio della recensione dell’ultimo capitolo della serie.

Per me “In Fuga Da Houdini” è stata una bella lettura, è riuscito a coinvolgermi e a farsi apprezzare. Non la reputo una lettura a cinque stelle o memorabile, ma resta una piacevole storia che intrattiene e che mi ha colpito più del secondo volume.

Il mio voto si mantiene sulle 3.5 stelline su 5.

Classificazione: 3.5 su 5.

Grazie per aver letto la mia recensione, vi aspetto su Instagram.

Buone letture, @la_biblioteca_di_Stefania

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