Buona sera lettori,

Il libro di cui vi parlerò oggi va a chiudere e concludere la famosa serie di Kerri Maniscalco. “A caccia del Diavolo” è il quarto e ultimo volume della serie del momento. Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi inviato il file per la lettura, se dovesse arrivare la copia cartacea ve la mostrerò come sempre nelle storie e con un post su Instagram, da quello che ho potuto notare dalla pagina ufficiale della CE, anche quest’ultimo libro è curato nei minimi dettagli.

<head> <script data-ad-client="ca-pub-2266115124789988" async src="https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"></script> </head>

La mia recensione è tra le ultime del bel tour che ha coinvolto blog davvero interessanti:

Come al solito vi lascio il Banner Amazon da cui potete leggere la TRAMA, altre recensioni e una piccola anteprima gratuita. Inoltre potete acquistarlo cliccando sul pulsante qui sotto.

ATTENZIONE: SE NON HAI ANCORA LETTO IL PRIMO VOLUME, FERMATI QUI. LA RECENSIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER.

RECENSIONE

Siamo arrivati alla fine, dopo quattro libri posso dire di aver chiuso il cerchio Maniscalco ed esserne soddisfatta a metà. “A caccia del Diavolo” è la conclusione che meritavamo.

Questa serie non ha mantenuto testa alle mie aspettative, già lo sapete e se avete letto le recensioni precedenti a questa, avrete intuito che con amarezza non ho dato mai più di 3 stelle a libro proprio perché ci sono dei difetti importanti in ognuno. Il problema fondamentale di questa serie è la protagonista, Audrey Rose non merita di essere il fulcro di questa storia. Togliendo la protagonista ho amato l’idea, gli altri personaggi, i punti mistery, gli omicidi e le risoluzioni dei casi. Anche le ambientazioni sono davvero belle e originali, peccato per le descrizioni scarne e quasi assenti di Londra nel primo volume e nelle ripetizioni nel secondo e nel terzo.

Kerri Maniscalco aveva tra le mani un’idea d’oro e a mio personalissimo parere non l’ha saputa sviluppare. Il potenziale c’è e sembra crescere soprattutto nel terzo e nell’ultimo libro, ma non nego che vi siano anche qui delle lacune e aspetti critici.

Audrey Rose fondamentalmente non cresce, rimane sempre una ragazza cocciuta e spesso antipatica. Nel primo libro si professa amante della medicina legale e per carità, lo è all’inizio. Ma da una ragazza che vuole studiare Medicina Legale non mi aspetto che stia per svenire ogni dieci minuti, che sia scandalizzata, schifata o che abbia conati di vomito. Ha sempre pensieri del tipo “mi gira la testa”, come può avere credibilità se si comporta così? Risulta spesso presuntuosa, infantile e finta femminista. Femminismo non è avere sempre ragione, mi dispiace ma non riesco a tollerare i suoi modi. Leggendo Houdini si scopre che ha anche la passione per l’ingegneria solo perché Mefistofele la menziona. Ma allora la ragazza forte e risoluta dove è? Non fa altro che avvalorare la mia ipotesi, ovvero che è solo una ragazzina viziata che non sa cosa vuole dalla vita.

Tornando al protagonista di questa recensione, diciamo che “A caccia del Diavolo” si mantiene sulla stessa linea del terzo volume, fortunatamente la scrittura della Maniscalco risulta essere più matura. Questo libro può essere diviso in due, un 50% totalmente romance che ho apprezzato particolarmente, forse era meglio sviluppare una serie interamente romance, poi un 50% di mistero, crime e conclusione della storia stessa. Non dico che questo approccio non mi sia piaciuto, ma avrei preferito che l’autrice mescolasse i due generi anziché orientare il romanzo inizialmente solo sulla sfera amorosa, poteva giocare di più con i crimini e con il mistero.

“A caccia del Diavolo” è una lettura di intrattenimento, non fa si che la storia o i personaggi abbiano una forte crescita, è semplicemente un continuo della storia con l’inserimento di un nuovo scenario. Un salto a Chicago, una nuova città da scoprire. Un’interessante excursus in una esposizione internazionale.

Il finale è abbastanza prevedibile, inoltre per gli appassionati di gialli l’aspetto crime potrà sembrarvi davvero troppo elementare.

Resta comunque una lettura carina, da leggere per liberare la mente e senza troppe pretese. Diciamo che con una protagonista differente le cose avrebbero preso una piega decisamente migliore.

Per concludere, darò 3 stelle per “A caccia del Diavolo” e 3 stelle per tutta la serie in generale. Una serie bellina, sicuramente un capolavoro a livello estetico e mi complimento con la casa editrice per il fantastico lavoro svolto. L’interno è stupendo, ci sono tante immagini e testimonianze del passato inoltre i poster/sovra copertina sono un vero e proprio oggetto da collezione.

Classificazione: 3 su 5.

Vi aspetto su Instagram:

3 pensieri su ““A caccia del Diavolo” il libro che va a chiudere la serie di Kerri Maniscalco [Recensione]

  1. È proprio vero che la lettura è soggettiva 🙈
    A me questo quarto volume è piaciuto tantissimo, ho trovato lo stile più maturo come hai detto tu ma anche Audrey Rose, mentre nei volumi precedenti non mi entusiasmava più o meno per gli stessi motivi che hai elencato tu.
    Concordo anche sul fatto che i crimini sono troppo semplici, cosa che anch’io non ho apprezzato.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...