Buon sabato cari lettori,

Anny oggi ci parla di “Ricardo y Carolina”, un libro scritto da Laura Costantini e Loredana Falcone. Io non lo conoscevo e la recensione mi ha incuriosito davvero tanto.

Leggete la recensione e fateci sapere cosa ne pensate, buone letture!

RICARDO Y CAROLINA

TRAMA

Abbandonare l’Italia e un pretendente in grado di garantirle un futuro nell’aristocrazia della Milano del XIX secolo. Questa è la scelta di Carolina. Rifiutare le convenzioni, inseguire la libertà. Anche di raccontare il mondo sulle pagine di un giornale. Per se stessa e per il Messico di Benito Juárez affronta l’oceano, le diffidenze, i nobili bigotti e reazionari, la monarchia asburgica, la tirannia francese. Per sentirsi parte della lotta dell’uomo che ha scelto di avere accanto, rinuncia a gioielli e crinoline e veste i cenci della revolución. Carolina è figlia del Risorgimento, decisa a rischiare vita e onore in nome di un’idea di emancipazione che precorre i tempi. Ha dalla sua la forza della verità e dell’amore. Per la libertà. E per l’unico uomo che è riuscito a rubarle il cuore.

RECENSIONE

Questa è proprio una storia speciale. Era già più che sicuro che questo libro mi avrebbe entusiasmato solo conoscendo le autrici: Laura e Loredana sono tra le scrittrici italiane che apprezzo di più e anche questa volta non hanno mancato neanche un colpo.

In questa storia troviamo un’ambientazione nuova per me: non avevo mai letto nessun libro ambientato in Messico nel XIX secolo! Questa infatti credo sia stata la cosa che ho apprezzato di più del libro: l’ambientazione e le descrizioni le ho trovate perfette, non troppo semplici né troppo particolareggiate, ma proprio nella misura giusta per non annoiare il lettore e farlo catapultare nella storia insieme ai nostri protagonisti.

E se di protagonisti vogliamo parlare… come si può evincere dal titolo Ricardo e Carolina sono i nostri protagonisti principali affiancati da Victoria (la sorella di Ricardo) e Clair, un General della revolución. 

Devo ammettere che nonostante Carolina avesse tutte le caratteristiche per essere una protagonista da me apprezzabile, non è riuscita a conquistarmi: l’ho trovata pretenziosa, creatrice di drammi (a volte) immotivati o esagerati. Nonostante non l’abbia apprezzata a pieno, devo ammettere che il suo punto di vista nel racconto mi è risultato affascinante. Essendo lei italiana e quindi non originaria del Messico, vedere questo paese dai suoi occhi è stato bellissimo, visto che per lei era tutto nuovo.

Ricardo invece, da odiarlo nelle prime pagine, sono passata all’amarlo alla follia subito dopo. Ho apprezzato moltissimo la sua capacità di mettersi in discussione per amore, di cambiare alcuni aspetti del suo carattere per far piacere a chi ama, ma soprattutto rinunciare alla ricchezza per il bene del suo paese, caratteristica ovviamente apprezzata moltissimo anche per sua sorella Victoria, che ho sicuramente preferito a Carolina. Victoria l’ho trovata molto più con la testa sulle spalle, capace di capire quando agire e quando varrebbe invece la pena non farlo e fermarsi a guardare l’azione dall’esterno, cosa che appunto non ho apprezzato in Carolina che a causa del suo animo di fuoco si andava a cacciare in mille guai inutili facendomi perdere la pazienza.

Ho amato come il femminismo fosse presente in questo libro: nonostante magari non lo si aspetti in una storia ambientata nel 1800, c’è ed è anche uno degli aspetti più importanti rappresentati, a parer mio. E nonostante all’inizio sembrasse solo una caratteristica delle due protagoniste femminili, mi è piaciuto come in molte occasioni anche Clair e Ricardo siano riusciti a vedere come anche le donne possano essere forti e capaci di grandi cose.

L’unica cosa che non ho apprezzato è stata la lunghezza del libro, che mi è risultato troppo breve: il fatto che ci fossero molti personaggi e comunque molte storie che si intrecciano tra loro richiedeva secondo me uno stile un po’ più particolareggiato in alcuni punti per rendere alcuni personaggi e situazioni più chiare, che quindi cosi mi sono sembrate troppo sbrigative o solo accennate.

Spero che con questa recensione io vi abbia convinta a farci un pensierino (magari proprio per questo Natale) e che dire…andate e leggetene tutti!!

Estratto: “Non era un gioco e di li a poco se ne sarebbero accorti tutti (…) Nel giro di pochi minuti l’oscurità si sarebbe accesa di fiamme e i valzer avrebbero ceduto il passo al rombo della guerra.”

Classificazione: 4 su 5.

Articolo scritto da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

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