Buon sabato cari lettori,

oggi leggerete una nuova recensione scritta da Anny che vi parla di “Thunderhead” di Neal Shusterman. Come ben sapete questo libro fa parte di una trilogia/serie di libri quindi per qualcuno potrebbe contenere spoiler la recensione che state per leggere. Vi invito a leggere fino alla trama, se avete già letto il primo volume (Falce) potete benissimo arrivare in fondo all’articolo.

Vi lascio il banner per leggere l’anteprima gratuita, successivamente la trama e la recensione.

Buone Letture!

THUNDERHEAD

TRAMA

In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

RECENSIONE

  • : Come molti di voi sanno grazie alla recensione scritta subito dopo aver terminato Scythe, non ero molto contenta di questo primo volume della saga, quindi avevo cominciato Thunderhead con la speranza di poter vedere un qualsiasi miglioramento.

Finalmente posso dire di averlo ottenuto! Questo libro mi ha fatto letteralmente impazzire: nel primo volume avevo riscontrato un World Building affascinante che non era stato caratterizzato al meglio, ma nel secondo, soprattutto grazie ai diversi punti di vista da cui la storia viene raccontata, riusciamo a conoscere molto nel dettaglio questo “nuovo mondo” sotto il controllo del Thunderhead.

Mi sono molto piaciuti anche i capitoli raccontati dal punto di vista di quest’ultimo, perché nonostante sia una macchina, un robot, l’autore ha voluto dare una sorta di connotazione umana al Thunderhead, che ha potuto rendere non solo la storia più interessante e ricca, ma anche molto più emozionante nei momenti in cui si ritrovava a parlare con il suo amico Greyson, un personaggio che nonostante fosse secondario mi è sembrato oltremodo essenziale, perché la maggior parte delle vicende erano in qualche modo tutte collegate a lui, quindi ho una grande speranza di poterlo ritrovare anche nel terzo volume.

I nostri due protagonisti rimangono ancora poco caratterizzati, la loro storia d’amore mi risulta ancora affrettata e insensata, ma Citra e Rowan in questo volume li ho letteralmente amati, però presi singolarmente: vediamo infatti Citra come una falce, non solo molto talentuosa (e odiata), ma anche rispettosa della vita e del lavoro che svolge, che prende infinitamente sul serio, quasi come una missione divina.

Rowan invece mi è sembrato quasi un Robin Hood assassino, e farlo stare dalla parte opposta rispetto a Citra me l’ha fatto apprezzare molto di più, soprattutto durante le riflessioni che lo hanno tormentato sulla differenza tra il bene e il male, e anche su come scegliere da che parte stare. 

Il finale poi (in cui è molto difficile accontentarmi) in questo caso mi è piaciuto molto: fa capire che il terzo libro comincerà con il botto e ti lascia con il fiato sospeso fino all’ultima parola stampata sull’ultima pagina.

Non vedo l’ora di continuare la lettura con l’ultimo volume e potermi rituffare nelle avventure di Rowan e Citra, GReyson e Goddard, anche se ormai senza Madame Curie (per questo sto ancora piangendo, scusatemi).

Estratto: “Di sicuro, in cima a ogni lampione della città c’era una telecamera. Il thunderhead vigilava sempre. Ma per una falce, quello sguardo insonne e impassibile non era affatto preoccupante. Il Thunderhead non poteva esprimere giudizi sui movimenti delle falci, figurarsi se poteva intervenire su ciò che vedeva. L’ultimo sguardo sulla morte era del Thunderhead.”

Voto finale: 4 stelle

Classificazione: 4 su 5.

Grazie per aver letto questo articolo!

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