Cari Lettori,

dopo la piccola pausa di Pasqua il blog torna attivo con una nuova recensione. Oggi la nostra casa Anny ci parla di un libro particolare, una lettura che divide perché da quello che emerge su internet o la si ama o la si odia. Sto parlando di “Il condominio” di J.G. Ballard, un titolo che mi stuzzica parecchio e sono contenta di leggere questa recensione insieme a voi.

Come sempre vi lascio il banner Amazon per leggere una piccola anteprima e acquistarlo se dovesse incuriosirvi. L’edizione è parecchio carina.

IL CONDOMINIO

TRAMA

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

RECENSIONE

Questo è il primo libro in vita mia che riesce a farmi venire i brividi.

Il tutto inizia in maniera molto strana, già dalla prima pagina ti capiterà di storcere un po’ il naso e di chiederti dove arriverà la storia se già la prima pagina ti fa accapponare la pelle. 

Già dal primo capitolo si possono identificare dei comportamenti insoliti nei condomini: tutti, a modo loro, sentono una sorta di dipendenza per la loro abitazione, come se sapessero che da un momento all’altro non l’avrebbero più lasciata.

Quello che mi ha più affascinata è stata la maniera alquanto originale che l’autore ha usato per descrivere le gerarchie sociali: più si sale di piano, più si è ricchi e sarà più facile sopravvivere alla guerra imminente.

Nonostante l’idea sia geniale, gli abitanti di questo grattacielo aspettano quindi la miccia che potrà liberarli dalle convenzioni sociali per dare sfogo a tutti i loro desideri inconsci aggressivi e sessuali, penso che il libro sia stato veramente cruento, crudo, diretto.

Se si è persone sensibili o facilmente impressionabili, questo libro non fa assolutamente per voi. C’è tanta di quella violenza che molte volte ho dovuto chiudere il libro e fare altro perché davvero immaginare determinate vicende è orribile.

Ballard ha voluto quindi mostrare come gli esseri umani abbiano questi pensieri e desideri dormienti dentro di loro, e che ogni giorno, aspettiamo quel qualcosa che ci permetterà di dare sfogo a tutto quello che normalmente non possiamo fare, perché illegale.

Lo scrittore ha quasi voluto esprimere come dentro ognuno di noi si celi un mostro, e anche come quindi queste persone, costrette dagli eventi a vivere a stretto contatto abbiano dimenticato il mondo esterno, vedendo il grattacielo come il loro unico mondo.

Per tutto il libro quindi, si avrà l’impressione che queste 2000 persone siano tutte malate di mente: sembra quasi che fino alla fine loro diventino di nuovo degli animali, proprio come prima dell’evoluzione dell’essere umano, perché i protagonisti sono felici, anzi entusiasti di poter vivere liberi da ogni convenzione sociale e regola esterna.

Se il libro non fosse stato così crudo, e lo stile di scrittura un po’ più incalzante, sicuramente mi sarebbe piaciuto di più, perché l’idea di fondo mi ha affascinata fin da subito, però devo ammettere che questo libro è stato fisicamente stancante da leggere e da sopportare (anche se credo che l’autore avesse anche quell’intenzione).

“Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

Classificazione: 2 su 5.

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

Vietata la riproduzione ©

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