Gentili Lettori,

oggi la nostra Anny ci porta a concludere un ciclo che abbiamo iniziato insieme leggendo “Piccole Donne”. L’articolo di oggi è dedicato ai due romanzi (meno famosi) di Louisa May Alcott: “Piccoli Uomini” e “I ragazzi di Jo”.

Trovate come sempre il link per poter acquistare i libri. Io vi consiglio l’edizione Einaudi, oltre che essere completa, la traduzione è davvero ben fatta.

RECENSIONE

Ciao a tutti gentili amici, finalmente siamo arrivati alla seconda ed ultima tappa di questa mini-rubrica dedicata a piccole donne. In questo appuntamento vi parlerò di Piccoli Uomini e I ragazzi di Jo, i sequel dei due precedenti Piccole Donne e Piccole Donne Crescono di cui potete già trovare la recensione qui sul blog.

Questi due libri sono meno conosciuti dei primi due, normalmente i lettori si fermano sempre a Piccole Donne Crescono senza più continuare, per questo sono qui a convincervi a dare una chance ai Piccoli Uomini, perché anche loro hanno molto da raccontare.

In piccoli uomini vediamo le nostre sorelle dopo qualche anno, ormai sono delle donne adulte, con i loro lavori e le loro responsabilità. Non conosciamo molto della loro vita, a parte che per Jo, l’unica delle sorelle a rimanere protagonista, mentre Amy e Meg vengono praticamente cancellate dalla narrazione fino a I Ragazzi Di Jo, dove ricompaiono magicamente. Questo credo sia il più grande difetto della serie: ormai dopo i primi due libri si è molto affezionati alle protagoniste, e cancellarle in questo modo così radicale (loro, come anche tutti i personaggi dei libri precedenti) mi è sembrata una scelta azzardata e del tutto insensata.

In compenso, veniamo a conoscenza di moltissimi nuovi personaggi, i Piccoli Uomini appunto, i ragazzi di cui Jo si occupa nel suo collegio. Devo dire la verità, nel terzo libro ero così scocciata dal non trovare le sorelle March, da non aver minimamente pensato ad affezionarmi a questi ragazzi, la mia delusione era troppo grande, quindi ho letto Piccoli Uomini con estrema lentezza e nessun piacere.

Fortunatamente però in I Ragazzi di Jo ho finalmente ritrovato la Alcott che tanto mi aveva appassionato in Piccole Donne. In quest’ultimo libro infatti, ritroviamo i nostri protagonisti (finalmente al completo!) dieci anni dopo Piccoli Uomini. Questo quarto libro è riuscito a scaldarmi il cuore ancora: Jo prende il posto della signora March, riuscendo a dispensare consigli d’amore e esperienza di vita ai suoi ragazzi come se fossero figli loro. Ancora una volta quindi, ho ritrovato quella scintilla che solo la Alcott può dare, con il suo stile di scrittura semplice, ma che arriva dritto al cuore.

Il sistema di scrivere ogni capitolo dal punto di vista di uno dei Piccoli Uomini mi è piaciuto moltissimo, così riusciamo finalmente ad appassionarci ai personaggi, possiamo capire le loro emozioni, i loro dolori, possiamo adesso immedesimarci in loro come per Piccole Donne.

Direi quindi che per quest’ultimo libro la Alcott sembra aver ritrovato la magia della sua penna, andata un po’ a scemare nel terzo libro, cosa che mi è dispiaciuta moltissimo.

Nel complesso però, credo che questa sia diventata la mia serie della vita: nessuna serie prima d’ora mi ha regalato le emozioni che la Alcott è riuscita a donarmi, questa saga può davvero cambiarti la vita, come anche il tuo modo di pensare e vedere certi aspetti del tuo carattere e delle relazioni con altri. 

La consiglio a tutti a cuore aperto.  

Estratto: “Dateci soltanto una possibilità e aspettate pazientemente che facciamo del nostro meglio…Ora si pretende da noi che siamo sagge come gli uomini che hanno alle loro spalle intere generazioni di aiuto e appoggio, mentre noi quasi niente. Dateci uguali opportunità e tra qualche generazione si vedrà quale sarà il responso. Mi piace la giustizia, ma per noi (donne) non ce n’è molta”

Voto: terzo libro 3, quarto libro 4 

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

Vietata la riproduzione ©

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