Cari Lettori,

nuovissima recensione scritta dalla nostra cara collaboratrice Anny, oggi vi parlerà di un libro famosissimo e che io personalmente vorrei recuperare. “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood è una tra quelle letture che in molti consigliano e che si classifica come un classico della letteratura contemporanea. Sono contenta della recensione di oggi perché è stata scritta seguendo il metodo a Y di cui vi parlavo qualche articolo fa.

Come sempre vi lascio la possibilità di leggere una piccola anteprima del libro tramite il banner Amazon, poi la trama e la recensione.

IL RACCONTO DELL’ANCELLA

TRAMA

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

RECENSIONE

Margaret Atwood è un genio. Questo libro presenta un’originalità immensa, soprattutto se pensiamo sia stato scritto negli anni ’80.

Il libro è incentrato su Gilead, un nuovo paese che (nel futuro) ha preso il posto di parte degli USA, in cui la donna è controllata constantemente dall’uomo tramite delle caste: Moglie (dei comandanti più ricchi, i cosiddetti capi), Ancelle (fanno il giro delle case dei più ricchi per permettere la procreazione), Marte (donne delle pulizie), Economogli (mogli dei poveri) e Zie (le donne che controllano tutte le caste precedenti). Il libro è raccontato dal punto di vista di DIfred, un’ancella e quindi ci permette di capire come il mondo è andato avanti: le donne sono costrette all’analfabetismo, ai matrimoni forzati nell’adolescenza e ad essere costantemente controllate dagli Occhi (spie dello stato).

Di questa lettura mi è piaciuta molto (ma allo stesso tempo l’ho odiata, vi spiegherò in seguito perché) l’interiorità della protagonista: lo stile di scrittura si incentra molto sui suoi sentimenti, pensieri e sensazioni, quindi anche senza sapere il suo vero nome o il suo aspetto fisico, arriviamo a conoscerla come le nostre tasche.

Essendo il libro molto introspettivo, credo che questo abbia lasciato uno spazio minore alla trama rispetto a quello che mi sarebbe piaciuto. Molti dettagli infatti non sono stati risolti o addirittura non menzionati, e questo lascia un po’ l’amaro in bocca a fine lettura, come se ti mancasse quel tassello per rendere la storia perfetta.

Per di più, la trama si sviluppa molto lentamente, soprattutto a causa dei flussi di coscienza della protagonista, che molte volte duravano un sacco di pagine e che si staccavano completamente dalla trama o dagli avvenimenti successi in quel momento.

Il testo è credibile fino ad un certo punto, perché essendo il libro una sorta di autobiografia di Difred, noi conosciamo solo il suo punto di vista che a volte risulta inattendibile come la stessa protagonista ammette in alcuni passaggi, in cui sottolinea di aver inventato, per poter abbellire gli avvenimenti.

In conclusione, questo libro è stato un distopico molto particolare: non solamente riusciamo a capire in modo vago in che epoca futura ci troviamo (riusciamo a capirlo con chiarezza solo nell’ultimo capitolo) ma soprattutto ho trovato questo distopico come una sorta di “annullamento”: non troviamo delle tecnologie avanzate come in Falce, ma al contrario nonostante ci troviamo nel XX secolo, la tecnologia è ritornata a essere elementare ed accessibile solo ad alcuni eletti, proprio come in The Selection.

L’autrice ha voluto mostrare come nonostante il resto del mondo avesse continuato ad avanzare, Gilead fosse tornato tutto un tratto indietro nel tempo.

Estratto: “I sentimenti non si controllano, aveva detto una volta Moira, ma si può controllare il proprio modo di comportarsi.” 

Classificazione: 3.5 su 5.

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

Vietata la riproduzione ©

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