Cari Lettori,

dopo il successo della recensione di “Il racconto dell’ancella”, Anny torna a parlarvi di un libro di Margaret Atwood “I Testamenti”.

Io ancora non ho avuto modo di recuperare questi libri, ma non vi nego che sono curiosa di leggerli.

Come sempre vi lascio la trama e il banner Amazon per poter leggere una piccola anteprima del libro.

I TESTAMENTI

TRAMA

A Gilead tre donne decidono di lasciare scritto cosa è stato della loro esistenza, ovvero una vita dietro le sbarre create da qualcun altro per loro, sbarre reali o immaginarie di costrizioni. Il corpo non permette loro di essere ciò che vogliono, ma anche la società stessa, che a quel corpo è indissolubilmente legato e lo reclama suo prigioniero, non le lascia libere. Margaret Atwood ha raccolto tutte le domande che in questi anni le hanno fatto i lettori dopo la storia sconvolgente contenuta in “Il racconto dell’ancella” e decide di rispondere qui, con i testamenti di tre donne. In questo nuovo libro, sempre ambientato a Gilead, il nostro presente traspare con chiarezza, rendendo “I testamenti” un romanzo assolutamente attuale e permeabile alla realtà.

RECENSIONE

Questo sequel è stato scritto 34 anni dopo “il racconto dell’ancella” e le vicende si svolgono 15 anni dopo il libro precedente. Leggendo in giro, ho scoperto che molti lettori hanno pensato a questo sequel come a qualcosa di inutile e superfluo, io invece la penso esattamente nella maniera opposta: come ho detto nella scorsa recensione, “il racconto dell’ancella” mancava di quel qualcosa che invece ho trovato in questo seguito.

In questo sequel troviamo tre punti di vista: quello di Zia Lydia (la fondatrice femminile di Gilead), di Agnes (la figlia adottiva di una famiglia facoltosa) e di Daisy (una ragazza che vive in Canada e che all’inizio non sembra avere nessun collegamento con le altre protagoniste).

I tre punti di vista all’apparenza così opposti, ci permettono di conoscere Gilead in una maniera molto più dettagliata ed ampia rispetto al primo volume: riusciamo a trovare risposta a molti interrogativi o anche a scoprire dettagli inediti grazie al punto di vista di Zia Lydia.

La trama quindi, è stata sviluppata molto meglio: troviamo meno introspezione, ma molta più azione, che ci permette di rimanere incollati alle pagine fino all’ultimo. Le nostre protagoniste sono forti, magnetiche e molto coraggiose, le ho amate dall’inizio alla fine (con qualche eccezione).

Gli unici dettagli che forse mi hanno fatto storcere il naso sono stati i tre punti di vista un po’ disordinati e messi alla rinfusa: ci sono un sacco di salti temporali, repentini cambi di punti di vista che a volte possono mandarti in confusione, non permettendoti di capire alcune vicende (intricatissime) al primo colpo).

Sommariamente però, ho preferito di gran lunga questo secondo volume al primo, lo stile di scrittura è più scorrevole e attirante, e nonostante sia meno riflessivo, l’ho trovato più divertente e pieno di colpi di scena. 

Credo davvero che la Atwood abbia fatto una gran cosa chiudendo il capitolo Gilead con questo volume pazzesco. “Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso.”

ESTRATTO

“Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso.”

Classificazione: 4.5 su 5.

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

Vietata la riproduzione ©

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