Carissimi Lettori,

La Biblioteca di Stefania torna attiva su questi schermi per parlarvi del libro che mi ha accompagnato questa estate. La recensione di oggi è del libro “La strada” di Cormac McCarthy, un libro che io ho giudicato un racconto angosciante di un viaggio verso Sud. Una storia da recuperare, 218 pagine da scoprire!

Di “La strada” di Cormac McCarthy ve ne parlo meglio nella recensione, come sempre vi lascio il Banner Amazon per poter acquistare il libro o leggerne un’anteprima gratuita.

Buone Letture, è sempre bello tornare a scrivere qui!

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TRAMA

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c’è storia e non c’è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all’olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d’infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l’uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile…

RECENSIONE

“La Strada” di Cormac McCarthy è stato per molto tempo nella mia libreria a prendere polvere, lo avevo acquistato perchè ricordo di essere rimasta affascinata da una recensione vista su YouTube e non ho aspettato un minuto. Quando l’ho avuto tra le mani non ho avuto modo di leggerlo subito e poi me ne sono dimenticata. A fine luglio stavo pulendo la mia libreria e l’ho notato, inutile dire che mi ha proprio chiamato e io ho risposto.

Il libro è breve e pensavo di leggerlo in un massimo di tre, quattro giorni, invece mi ha tenuto compagnia per tutta l’estate (o quasi). La storia è molto semplice, ci troviamo davanti un mondo spoglio e grigio. Tra le macerie di un pianeta che cessa di essere così come lo conosciamo, uno scenario post-apocalittico che non può non spaventare e trascinarci in un vortice di solitudine e di angoscia che ci attanaglia e non ci lascia mai, nemmeno dopo il punto finale, quella sensazione di vuoto e incompletezza mi ha accompagnato per giorni.

La storia di un padre e un bambino (suo figlio) che conosciamo solo per il percorso che fanno, non sappiamo nulla di loro. Siamo certi che scappano da qualcosa di pauroso e cercano di sopravvivere camminando verso Sud. In un vortice nero di desolazione e rottura, in un mondo ormai ridotto in cenere, spicca l’amore puro di un padre e un figlio. La loro è una ricerca di luce e sopravvivenza, tra i ricordi amari di un mondo che non esiste più.

La struttura del libro è elementare, il linguaggio utilizzato è alla portata di un bambino mentre i contenuti nascondono significati profondi e vividi. Può sembrare ripetitivo in quanto i protagonisti scappano, mangiano, stanno per morire assiderati e poi scappano, mangiano ecc. ecc., le giornate sono quasi tutte uguali salvo alcuni casi in cui avviene qualcosa di più interessante. Anche i dialoghi sembrano ripetersi più volte e questo potrebbe infastidire. Credo di aver impiegato tanto tempo per leggerlo proprio per le ripetizioni che vi ho notato, più di venti pagine consecutive potrebbero stancare.

Nel complesso è stata una bella lettura, mi ha lasciato tanti interrogativi e mi sarebbe piaciuto leggere qualche dettaglio in più, ma è anche vero che il non sapere determinate cose mi ha spinto a proseguire.

“La strada” è dolore, ansia e nostalgia. Un libro particolare che vi invito a leggere.

Classificazione: 3 su 5.

Non mi sento di dare di più perché ho impiegato davvero tanto tempo per finirlo.

Grazie per aver letto la mia recensione, clicca il banner Amazon per acquistare o leggere un’anteprima gratuita del libro.

Buone Letture, @la_biblioteca_di_Stefania!

Vietata la riproduzione ©

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