Buongiorno cari lettori,

oggi vi aspetta la recensione di “FIGLI DI SANGUE E OSSA”,scritta dalla nostra collaboratrice Anny, questo libro per lei è stata una scoperta dolce/amara, forse più amara che dolce! Però è riuscita ugualmente a delineare il meglio e il peggio di questo libro così famoso e così chiacchierato.

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Buona lettura!

TRAMA

519Qau+L3LL“Un tempo i maji, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orïsha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati. Al suo fianco c’è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua. Un’esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.”

 

RECENSIONE

Non saprei davvero da dove cominciare per parlarvi di questo libro. Chi mi segue su @chiardilunaismyhome sa che in questi giorni la lettura di FDSEO è stata difficile e travagliata, sorprendendomi però sul finale. Nonostante di solito preferisca parlare prima degli aspetti positivi di un libro, questa volta sento la necessità di parlare prima di quello che non mi è piaciuto. Parto subito senza il nascondervi che per più della metà, il libro mi è sembrato mal scritto e anche abbastanza noioso: la trama in sé presentava anche una bella idea, originale e molto interessante incentrata sulla cultura africana. Non avendo mai letto niente a proposito ero del tutto ignara, ma curiosa.

Bene, la scrittrice rovina immediatamente tutto distruggendo la mia immaginazione con pessime descrizioni e un World Building che ancora adesso mi è poco chiaro. Non so se per impressionare il lettore o perché le sembrava meglio così, la scrittrice decide di inserire oggetti dai nomi stranieri (non so se sono inventati o se derivano da una lingua già esistente) che non vengono MAI spiegati. Certo, alcuni scopi sono intuibili dal contesto, ma altre parole sono buttate lì rendendo la comprensione impossibile. Io ancora mi chiedo cosa sia un ipélè, l’agbada o altre decine di parole dal significato incerto. Per di più, l’intera storia si svolge in viaggio. Si passano giorni in mezzo al deserto, altri in mezzo alla giungla, altri ancora non so bene dove perché non ci è dato saperlo e tutto quello che mi sai dire è “Dopo molti giorni passati nel deserto siamo finalmente arrivati nella città X”. Scusami, dato che hai scritto più di 500 pagine, qualche dettaglietto su Orïsha potevi anche darmelo, ma no, magari ci soffermiamo sulla personalità dei personaggi? Anche quella per me è bocciata, perché appunto nella prima metà del libro nessuno sembra nulla di che.

E poi AHI, un verso che mi tormenterà per tutta la vita. Cadi da un dirupo: AHI, vieni schiaffeggiato: AHI, vieni torturato: AHI, vieni accoltellato: AHI. A quanto pare in questo libro le urla di dolore hanno acquisito un’identità.

Grazie al cielo, dopo più di metà, si accende una luce infondo al tunnel. Iniziano dei colpi di scena decenti che non risultano neanche troppo cliché, i personaggi cominciano ad avere delle idee intelligenti finalmente e alcuni di loro iniziano perfino un percorso di crescita personale che ha sicuramente fatto aumentare il mio voto di parecchio. Grazie agli attimi di suspense che l’autrice si è ricordata di poter usare, anche se troppo tardi a parer mio, si arriva alla fine con il fiato sorpreso e l’ansia per la sorte dei personaggi, con un finale che è stato ben studiato per lasciare l’amaro in bocca ai lettori che dovranno aspettare il seguito.

Quello che mi dispiace è che questo libro aveva tutte le carte in regola per meritare 5 stelle, ma la prima metà è risultata per me così rovinosa e a tratti un po’ incomprensibile da far scendere il mio voto di parecchio. Certo varrebbe la pena leggerlo, soprattutto perché la mia sembra essere una voce fuori dal coro, però spero che nel sequel la Adeyemi si riprenda e non ripeta lo stesso errore.

 

Estratto: “Ora che la verità è uscita, non c’è nulla che io possa fare per fermarla. Mi si gonfia il petto mentre piango a dirotto. Sono terrorizzata al punto che mi tremano le dita. Ho paura. La verità taglia come il coltello più affilato che io abbia mai visto.Qualunque cosa io faccia, avrò sempre paura. »

Voto finale : 3,5 stelle

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Articolo scritto da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

 

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